Wikileaks e l’ illusione collettiva
dicembre 5th, 2010 § Lascia un commento
Recentemente mi è caduto l’ occhio su questa intervista pubblicata su PeaceReporter.net. È molto interessante, parla di WikiLeaks e del suo ruolo nell’ opinione pubblica attuale. Ci stavo pensando in questi giorni e sono giunto a delle considerazioni simili che l’ articolo ha poi spiegato meglio. Voglio ora citarle e commentarle.
L’ intervista è stata rilasciata da un hacker (prego di clickare il link per conoscere il vero significato del termine) che si fa chiamare H@rlock; poco interessa se esista o meno, i pensieri espressi sono assolutamente degni di nota.
gli ultimi documenti diffusi da WikiLeaks non rivelano nulla di nuovo: solo una valanga di gossip internazionale, perfetta per distrarre l’opinione pubblica
Primo pensiero importante: alla luce del Sole non c’è nulla di nuovo! Delle passioni di Berlusconi o della staticità della Merkel nessuno aveva dei dubbi, insomma, finora Wikileaks non ha detto nulla che non si sapesse. Giustamente sorge una domanda: perchè tutto ciò? Io, che quando si parla di politica sono sempre catastrofista, ho la mia teoria, che è riportata anche nell’ intervista: distrarre l’ opinione pubblica. Distrarre da cosa? Oh bhè, è facile capirlo: la crisi economica, l’ Iran e la questione Medio-Orientale, i soprusi in Africa (magari da parte dell’ Eni, in Nigeria… sic!) o America o Asia, la sempre più preoccupante deriva verso il nichilismo e l’ ignoranza di massa.. a voler fare un quadro della situazione del Mondo c’è da mettersi le mani nei capelli, molto meglio buttarsi su gossip da bar. Pensateci, è quello che in Italia, dove siamo davvero i primi al mondo, sta accadendo da troppo tempo: senza andare troppo in là, da maggio ad oggi gli argomenti che hanno tenuto banco le testate di giornali e i titoli dei TG sono stati i rapporti fra Fini e Berlusconi, l’ omicidio di Sarah Scazzi e ora Wikileaks. Altro non c’è. E due annetti fa in estate c’ era Marrazzo, i trans, la coca del deputato UDC e una campagna elettorale del PD per le Europee fatta sulle 10 domande di Repubblica. A vederci chiaro molte cose ci sono state oscurate in favore di argomenti ben più inutili. E adesso Wikileaks non fa che dare una grossa mano ai potenti del Mondo, tutti occupati a smentire i documenti rilasciati, naturalmente togliendo spazio a notizie più importanti.
Se quelle di WikiLeaks fossero informazioni realmente scomode e imbarazzanti per il potere, i mass media avrebbero reagito come hanno sempre fatto in questi casi: le avrebbero ignorate, o quantomeno minimizzate. Invece gli hanno dato il massimo rilievo
Ecco dunque la conferma al mio pensiero. Fate un esperimento: cercate quanto hanno parlato di Wikileaks le maggiori testate, poi cercate su Google ”INPS precari”. Verrà fuori davvero poco circa una notizia taciuta ma di estrema importanza: i precari pagano l’ INPS a fondo perduto, ossia non maturano alcuna pensione. Chi ne ha dato notizia? Nessun TG o giornale eccetto ”Il Fatto Quotidiano”, che però si può dire che è estraneo al sistema. E poi i blog, ovvio, ultimo brandello di libertà.
L’operazione WikiLeaks, oltre ad essere un utile diversivo di massa, è anche un ottimo pretesto per chi vuole limitare la libertà della rete e la libertà di informazione in generale.
Ecco l’ altra funzione di Wikileaks. Oltre a distrarre l’ opinione pubblica serve al pretesto, al ”casus belli”. Evidentemente i signori potenti si sono accorti che Internet è libertà di parola più totale, e lo dimostra il fatto che io posso scrivere su un blog i miei pensieri così come lo possono fare migliaia di altre persone; guardate il Movimento 5 Stelle, nato e cresciuto su Internet e capace di ottenere un seggio in Piemonte e 3 in Emilia-Romagna: un successo guardato con stupore da chi ha voglia di cambiamento, con allarme dal Governo italiano e da quelli stranieri. Ma guardando più in là, Internet rimane l’ ultimo posto libero. E qualcuno evidentemente ha paura, dunque vuole correre ai ripari, per questo con il caso Wikileaks crea il precedente per poter poi proseguire una lotta all’ informazione libera (che, finora, non è rappresentata da Wikileaks!).
Una cosa è certa: WikiLeaks non vive di donazioni. Fino a poco tempo fa non avevano fondi sufficienti, erano sull’orlo della chiusura. Poi, improvvisamente, i soldi sono arrivati, e così tanti da consentire operazioni come quelle che poi abbiamo visto. Daniel Schmitt, il numero due di WikiLeaks, è stato cacciato da Assange proprio perché voleva capire da dove fossero piovuti tutti quei soldi [...] non penserete mica che i cablogrammi arrivino dagli hacker! Quella è tutta roba passata da persone interne all’establishment: e non parlo del soldatino Bradley Manning, ma di organizzazioni ben più potenti.
Ecco dove casca l’ asino. Wikileaks è probabilmente nata con nobili intenti, ma poi, di fatto, è passata al ”lato oscuro della forza”, se mi concedete la citazione da Star Wars. I soldi sono iniziati a mancare, quindi ecco che arriva qualche finanziamento, non si sà però da chi. Non è facile dirlo ma è anche facile escludere chi può averlo fatto: chi era dalla stessa parte della barricata, cioè chi condivideva gli stessi nobili ideali. Daniel Schmitt si è fatto qualche domanda e per questo è stato allontanato: si stava avvicinando alla verità! Qui c’è un articolo in inglese che riporta anche le sue parole. E poi c’è la questione dei documenti. Il sistema di sicurezza americano non è certo fra i più affidabili (uno degli ultimi attacchi riusciti è di questo agosto, al Pentagono), ma è alquanto difficile che un ristretto gruppo di persone abbiano attinto a informazioni classificate anche come ‘secret’. L’ ipotesi della talpa non convince, troppo difficile, il lavoro avrebbe chiesto tempo e sicuramente sarebbe stata scoperta; i lavori migliori in questo campo richiedono tempi il più breve possibile, ossia ‘una botta e via’. I documenti sono arrivati da chissà chi, magari Assange è in buona fede (anche se, fossi in lui, mi sarei fatto due domandine), ma sono arrivati da chi ha accesso a questi e da chi ha l’ autorizzazione: enti potenti, qualcuno ha fatto il nome della CIA o di RNB, un’ associazione criminale russa. Poco importa per ora chi sia la ‘buon’ anima’ che ha fatto la fortuna di Assange, rimane il fatto che questo ‘leaks’ è stato fatto a tavolino.
Conclusioni: per ora non mi fido di Wikileaks e anzi penso che abbia fatto più male che bene. Troppi elementi contro, nulla a favore.. che Wikileaks rappresenti l’ inizio di una nuova era, fondata sul controllo di Internet? Nel qual caso, addio democrazia.
Perchè questo timore?
novembre 28th, 2010 § Lascia un commento
La notizia dell’ imminente diffusione di altro materiale scottante da parte di Wikileaks ha già allarmato i governi di mezzo mondo, temendo importanti rivelazioni.
Già il 22 Ottobre il sito ha rilasciato del materiale sulla guerra (inutile) in Iraq, al quale sono seguite numerose polemiche e copiosi momenti di imbarazzo, senza però colpire le fondamenta del sistema su cui si regge l’ illusione occidentale. Personalmente avrei gradito qualche reazione più attiva, ma tant’è. Certo, 100.000 morti in pochi anni, di cui il 66% civili inermi sono tanti, a me fanno rabbrividire, ma per qualcuno sono solo dei numeri. A quel qualcuno auguro di capire di cosa si sta parlando.
Lasciando da parte quel che riguarda gli USA e alleati (per i quali la verità non verrà mai fuori, o perlomeno non in questo momento storico), mi incuriosisce alquanto l’ allarmismo del ministro Frattini. Sbaglio o Berlusconi ha sempre detto di far parte del ”governo dell’ onestà”? E allora perchè tanta preoccupazione? Ho la sensazione che questa sera, alle 22:30, ci sarà da ridere. Voglio essere in prima fila.