Il paese della libertà

settembre 22nd, 2011 § 1 commento

la bandiera americana

*

Sono arrabbiato nero. E anche deluso.

Il 20 settembre Troy Anthony Davis è stato ammazzato dallo stato della Georgia.
Per essere più politically-correct ha subito un’esecuzione capitale.
Già a mio parere sono due le cose che non vanno:

  1. la pena capitale è sbagliata in ogni caso
  2. tanto più è sbagliata se la vittima è probabilmente innocente.

Una eredità del periodo Illuminista che l’Europa ha riscoperto dopo la fine del secondo conflitto mondiale è quella della negazione della pena di morte. Si può sostenere la tesi dell’inutilità della stessa sia partendo da una matrice religiosa (uno dei comandamenti è non uccidere) sia da una parte appunto razionale, cioè dalla matrice illuminista.
Le maggiori intuizioni sono raccolte in un libretto di poche pagine e facile da leggere che si chiama “Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria, un Italiano vero, di cui andare fieri. Non mi addentro nei contenuti del libro, ma direi che ci sono dei motivi più che razionali per aborrare la pena di morte.

Tornando al caso di cronaca, Troy Davis fu accusato di omicidio plurimo (per conoscere la storia completa c’è la sua pagina su Wikipedia, purtroppo non è disponibile in italiano). Seguì giustamente un processo, e qui il colpo di scena: non ci sono prove (evidences), ci sono solo testimonianze! E sappiamo bene quanto una testimonianza sia fallace, il fatto di essere giuramento mentre si testimonia penso sia un deterrente dalla menzogna solo in una piccola parte dei casi. Capite l’assurdità del caso? Si parla di testimonianze di uomini e donne, non di prove certe, assolute e verificabili. Può la vita di una persona dipendere dalla parola di altre persone. No.

In pratica è successa la stessa cosa che accadde con Rubin Carter, anche lui accusato di omicidio plurimo e anche lui condannato a morte  sulla base di testimonianze. Solo il fatto di essere un pugile con un certo seguito, l’interesse della stampa e soprattutto di Bob Dylan che gli dedicò una splendida canzone, Hurricane, tutti questi elementi hanno fatto in modo che la pena fosse commutata in ergastolo, e infine, accertata la sua innocenza, fosse rilasciato. Per lui c’è stato il lieto fine.

Per Troy Davis no. Io mi chiedo come si possa definire ”land of freedom”, terra della libertà, gli Stati Uniti d’America. Io piuttosto li definirei ”terra dove solo i soldi contano, siamo puritani ma odiamo i negri e ogni cosa è più grande”.

Addio Troy, scusaci.

*: la bandiera che ho scelto è quella che era attaccata sul retro della giacca in pelle di Captain America, il personaggio di Easy Rider interpretato da Peter Fonda. Se l’ho messa c’è un perché, ma non voglio svelarlo. Consiglio di vedere il film concentrandosi molto sul finale. Si capisce cosa è davvero l’America.

Ricordando gli attacchi dell’11 Settembre

settembre 10th, 2011 § Lascia un commento

Oggi ricorrono i 10 anni dal quel maledetto giorno.

Odio scrivere parole che sanno di già sentito o che sono retoriche.

Mi limito a osservare qualche minuto di silenzio e di riflessione per comprendere quello che è successo.

Da quel giorno circa 3000 persone non ci sono più, la guerra voluta da George Bush ne ha provocate circa 6000, tante, troppe, troppe vittime.

Vittime di cosa? In primo luogo di una ideologia* sbagliata come quella propugnata da Al Qaeda, in secondo luogo di una guerra come rappresaglia senza capo né coda.

Vorrei che oggi si provasse a cessare ogni odio od astio nei confronti della gente, e che si provasse a perdonare chi ha fatto del male. Come immagine con cui accompagnare questo articolo ho scelto una che ritrae dei vigili del fuoco che camminano tra le macerie. Perché proprio loro? Semplicemente perché loro, mentre Bush e i politici erano a puntare l’indice accusatore verso qualcuno e a fare discorsi su discorsi, loro erano ad aiutare la gente, ma aiutarla per davvero tirandola fuori dalle macerie. E alcuni di loro ci hanno lasciato le penne in questo grande atto di compassione (=soffrire con, questa è l’etimologia). Le persone che hanno aiutato altre persone in quei momenti di difficoltà, che siano vie o siano morte, per me sono degli eroi e degli esempi da seguire, perché solo avendo cura delle persone si può aver cura di sé.

 

Lascio un video che ho creato con delle immagini a tema e la musica di The Rising, Bruce Springsteen, che è una canzone scritta a proposito di 9/11 e parla non a caso di ‘rialzarsi’. Rising, come il sole.

 

 

 

*: Hannah Arendt, filosofa ebrea del Novecento, soleva dire a proposito delle ideologie:

Le ideologie sono opinioni innocue, acritiche e arbitrarie solo finché nessuno vi crede sul serio. Una volta prese alla lettera la loro pretesa validità totale, esse diventano il nucleo di sistemi logici in cui [...] ogni cosa deriva comprensibilmente e necessariamente, perché una prima premessa viene accettata in modo assiomatico. La follia di tali sistemi non consiste tanto nella prima premessa, quanto nella logicità con cui sono costruiti. La curiosa logicità di tutti gli -ismi, la loro fede ingenua nell’efficacia redentrice della devozione caparbia senza alcun riguardo per i vari fattori specifici, racchiude già in sé i primi germi del disprezzo totalitario per la realtà e la fattualità

da ”Le origini del totalitarismo”, Edizioni di Comunità, Milano 1966, pp. 626-627

Perchè questo timore?

novembre 28th, 2010 § Lascia un commento

La notizia dell’ imminente diffusione di altro materiale scottante da parte di Wikileaks ha già allarmato i governi di mezzo mondo, temendo importanti rivelazioni.

Già il 22 Ottobre il sito ha rilasciato del materiale sulla guerra (inutile) in Iraq, al quale sono seguite numerose polemiche e copiosi momenti di imbarazzo, senza però colpire le fondamenta del sistema su cui si regge l’ illusione occidentale. Personalmente avrei gradito qualche reazione più attiva, ma tant’è. Certo, 100.000 morti in pochi anni, di cui il 66% civili inermi sono tanti, a me fanno rabbrividire, ma per qualcuno sono solo dei numeri. A quel qualcuno auguro di capire di cosa si sta parlando.

Lasciando da parte quel che riguarda gli USA e alleati (per i quali la verità non verrà mai fuori, o perlomeno non in questo momento storico), mi incuriosisce alquanto l’ allarmismo del ministro Frattini. Sbaglio o Berlusconi ha sempre detto di far parte del ”governo dell’ onestà”? E allora perchè tanta preoccupazione? Ho la sensazione che questa sera, alle 22:30, ci sarà da ridere. Voglio essere in prima fila.

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