La proposta sbagliata di Veronesi

novembre 24th, 2010 § Lascia un commento

Riporto dal sito RAInews:

“Tutta Italia si rende conto che il nucleare è inevitabile, perché fra 50 anni non avremo più petrolio, fra 100 non avremo più carbone e fra 150 finirà il
gas: poi saremo all’asciutto”. Il presidente designato dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, Umberto Veronesi, prende di petto la questione del ritorno al nucleare, a margine di un’audizione alle Commissioni riunite Attività produttive e Ambiente della Camera, che martedì prossimo esprimeranno il proprio voto sulla nomina.

Tensione con gli ex amici
Lo stesso Veronesi spiega che non si aspettava dal Pd un’opposizione alla sua nomina. “Pensavo ingenuamente – dice – che il fatto che la sicurezza fosse in mano alla sinistra fosse una garanzia per la protezione della popolazione. Mi sembrava ragionevole, quindi non me lo aspettavo. Il nostro sforzo – ha concluso -
sarà sulla sicurezza”.

Perché il nucleare
Adesso - ha spiegato Veronesi – c’è la fissione nucleare, tra 20 anni ci sarà la quarta generazione che non avrà più scorie e poi negli anni ’70 arrivera’ la fusione. Se abbiamo amore per i nostri figli e i nostri nipoti dobbiamo intraprendere questa strada, perché saranno loro che intorno al 2120 vivranno la tragedia della carenza di energia”

A parte che mi chiedo come faccia un laureato in medicina essere a capo dell’ Agenzia per la sicurezza nucleare (la logica vorrebbe quantomeno un fisico), Veronesi parla di un idea giusta a metà e propone poi degli scenari non corretti: giusto dire che adesso per quanto riguarda il nucleare si parla di fusione (da un atomo bombardato di neutroni si produce un altro atomo di un elemento diverso ed energia, usata per produrre elettricità), sbagliato dire che con la fusione non ci saranno scorie (al massimo si possono migliorare i sistemi di stoccaggio, quello sì, ed è auspicabile), fantascientifico fare una previsione sulla fissione; il mondo di 1984 di George Orwell non corrisponde a quello di 26 anni fa, le macchine volanti immaginate negli anni ’50 non ci sono, quindi, perchè fare previsioni che non si possono stimare con precisione?

La parte di verità detta da Veronesi risiede nel fatto che il petrolio sta finendo, l’ errore è il ritorno al nucleare. Intendiamoci: non sono un anti-nuclearista, spero nella fusione in un futuro, semplicemente oggi ritengo non sia la soluzione migliore sotto vari punti di vista.                                                                                                Sono nettamente a favore delle fonti di energia gratuita e (per l’ uomo) infinita: l’ energia del Sole, declinata sia sotto forma di eolico, sia di solare e fotovoltaico.

Punto primo: il fattore tempo.                                                                                                                                                                                                                                                                         per costruire una centrale nucleare ci vogliono mediamente 10 anni, contando qualche anno per le pratiche legislative e burocratiche, e qualche anno di ordinario ritardo si fa presto ad andare in là con gli anni, e lo scenario energetico sarà cambiato: ammettiamo che per fare una centrale ci vogliano 15 anni da ora  (una cifra apprezzabile), fra 15 anni sarà cambiato lo scenario energetico di quando si è progettata, quindi potrebbe essere insufficiente (si pensi ad una maggiore domanda di energia dovuta alla diminuzione del petrolio disponibile, oppure ad una maggiore domanda dovuta all’ aumento dei consumi) o fuori regola o quant altro. Per costruire un impianto fotovoltaico ci vuole molto meno tempo, un progetto casalingo può occupare dal momento della progettazione alla consegna 1-2 anni, non di più.

Punto secondo:                                                                                                                                                                                                                                                                                                       il fotovoltaico (e l’ eolico  burocraticamente parlando presenta meno insidie. Per costruire una centrale nucleare anzitutto bisogna rivedere il referendum dell’ 89, e poi bisogna iniziare con la legislazione apposita, invece per quanto riguarda il fotovoltaico si hanno meno inghippi, anche se bisogna ammettere che la situazione è più difficile rispetto ad altri paesi. Un incentivo da parte dello Stato alle energie pulite in termini di fogli e autorizzazioni non può che far bene. Inoltre bisognerebbe vincere la resistenza pubblica al nucleare, mentre per le energie pulite c’è un generale consenso.

Punto terzo:                                                                                                                                                                                                                                                                                                            a parità di soldi investiti, il fotovoltaico rende quasi come il  nucleare. Il reattore nucleare EPR costruendo in Francia e Finlandia costa mediamente 4 miliardi di euro e produce circa 1600 MW di energia al costo di 0,0025 € per Watt; un pannello fotovoltaico in silicio policristallino (quello a miglior resa, e più costoso) costa circa 10.000€ a fronte di una produzione annua di 2.000 KW. Se si spendessero 4 miliardi di euro in questi pannelli si avrebbero circa 4.000.000.000/10.000= 400.000 pannelli solari, per una produzione complessiva di 640 MW, al costo di 0,006€ per Watt; circa il terzo rispetto al nucleare, ma bisogna tenere da conto che mentre i soldi per il nucleare sono finanziati da Stato ed enti privati, la costruzione di pannelli fotovoltaici è iniziativa privata che può smuovere potenzialmente più soldi, quindi si produrrebbe più energia e di conseguenza il rapporto €-watt andrebbe a favore dei watt; si tratta solo di incentivare i privati a costruire.

 

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