16 ottobre 2005, delitto Fortugno

ottobre 16th, 2011 § Lascia un commento

Mentre la maggior parte dei telegiornali, dei quotidiani e dei mezzi di informazione italiani preferiscono parlare d’altro, io voglio ricordare quanto successe 6 anni fa e cioè l’omicidio del vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria Francesco Fortugno.
Venne ammazzato mentre votava per le primarie de ”L’Unione” da un uomo della ‘ndrangheta; il giorno dei funerali ci fu un corteo, e da questa esperienza nacque il movimento antimafia ”Ammazzateci Tutti”. Qualcosa di buono questo delitto ha dunque portato.

Il monito è il solito, sempre quello: saper dire di no alla mafia, sia non diventando un uomo di mafia ma sia anche denunciando comportamenti mafiosi.

ammazzati dalla mafia

 

p.s.: vale sempre l’invito a spendere 10€ per questo libro!

9 agosto 1991 – 9 agosto 2011

agosto 9th, 2011 § Lascia un commento

giudice scopellitiEsattamente 20 anni fa moriva a Campo Calabro un giudice calabro. Mentre si è preoccupati ai cambi di toponomastica in quel di Parma, pochi si ricordano che oggi sono 20 anni da quel 9 agosto 1991.

Antonino Scopelliti sapeva a cosa andava incontro, sapeva che era scomodo alle mafie e che aveva poco tempo per finire il suo lavoro, ossia la requisitoria dell’accusa per il maxi-processo che sarebbe dovuto iniziare da lì a poco. Anzi, si era portato il lavoro in vacanza, praticamente.  (polemica fra le righe: in questi giorni di incertezza economica sarebbe bene che i nostri politici seguissero il suo esempio. O non hanno le palle?)

Sapeva del suo destino tanto che alcuni giorni prima in spiaggia qualcuno gettò un sacco della spazzatura; il giudice temendo fosse un attentato urlò <<È una bomba, è una bomba!!>> mettendo in allerta i bagnanti; era solo spazzatura, ma il clima in cui lavorava era questo. Eppure è andato avanti a lavorare fino a pochi minuti dalla sua uccisione.

Chi lo uccise? Mah, mistero. I mandanti appartengono a Cosa Nostra e ‘ndrangheta, Totò Riina e Nitto Santapaola, processati e assolti; gli esecutori non si sa chi siano. La collaborazione fra mafia calabra e mafia siciliana è inedita, siglata da un patto firmato col sangue, il sangue del giudice Scopelliti.

Perché venne ucciso? Bhé, era all’epoca il miglior magistrato d’Italia, un fiore all’occhiello per la magistratura, stava preparando la requisitoria per l’ accusa al Maxi. Insomma, era davvero uno che il suo lavoro lo faceva bene. E con dignità, infatti fu avvicinato da esponenti di Cosa Nostra nel tentativo di ”aggiustare” il processo; ma Nino rifiutò i soldi (tanti) che gli vennero offerti. L’epilogo della vicenda è noto.

C’è un libro che voglio consigliare, è Primo Sangue di Aldo Pecora. Scritto con la figlia del giudice Rosanna e con delle interviste ai magistrati Salvatore Boemi e Nicola Gratteri, il libro è una preziosa cronaca e analisi dell’omicidio, delle sue cause e dei suoi effetti. Una lettura consigliatissima. Qui si può leggere un estratto.

E qui c’è un video-appello della figlia Rosanna.

Vogliamo oggi ricordare un uomo che non è un eroe, ha solamente fatto il suo dovere. Ma in questi tempi anche semplicemente fare il proprio dovere è un atto eroico.

E se forse avesse ragione?

novembre 26th, 2010 § Lascia un commento

 

News fresca fresca: la giunta comunale di Desio, comune della Brianza, è stata sciolta per presunte infiltrazioni mafiose.

Propongo un giochino: si trovino le analogie tra questa notizia e questo video.

 

Trovate?

Bhè, Saviano aveva avuto il coraggio di dirlo; sì, coraggio, perchè per dire che la mafia c’è bisogna avere coraggio. È facile far finta di niente e lasciare il problema a qualcun altro.. o peggio ancora affermare che della mafia non c’è traccia.

Intendiamoci, in Italia non c’è zona franca dalla mafia, tanto più al nord dove girano molti soldi, che sono il piatto preferito dai mafiosi. Inutile far finta di niente, anzi, pericoloso: la mafia non si sconfigge con le armi o con la legge, si sconfigge con le idee. Se le nuove generazioni sapranno dire di no alla mafia, questa non avrà motivo di sopravvivere; un passo per fare ciò è ammettere il problema, dichiarare che qualcosa non va. Che male c’è? Un paziente non si vergogna di dire che sta male al medico; perchè un politico dovrebbe negare l’ evidenza?

Questa volontà di non ammettere il problema non può che far bene alla mafia, i dubbi sorgono lecitamente: e se dietro il tentativo di smentire le affermazioni di Saviano ci fosse un tentativo di fare un favore alla mafia, facendo in modo che il popolo (che in gran parte è succube della televisione) non venga informato, non gli si instilli un dubbio socratico?

Quando il singolo inizierà a ragionare con la propria testa, tutta la collettività ne gioverà.

 

p.s.: questo è il sito di ammazzatecitutti, fateci un giro. C’è anche un articolo sul processo ”Bad Boys” che riguarda i territori lombardi di Legnano e Lonate Pozzolo, giusto per ribadire che al nord la mafia è una realtà e va combattuta.

 

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