Pomigliano, che senso ha?

dicembre 30th, 2010 § Lascia un commento

Ieri è stato raggiunto l’ accordo fra FIAT e sindacati sullo stabilimento di Pomigliano d’ Arco (NA) per non far chiudere l’ azienda (e le relative aziende orbitanti che fanno parte dell’ indotto) e continuare con la produzione di automobili.

Senza far finta di vestire di panni dell’ economista saccente, è davvero conveniente produrre ancora auto? Quanto mercato ci sarà ancora? Per quanto tempo? Quando il mercato sarà saturo? Quando la domanda di mezzi più ecologici supererà quella di auto inquinanti? Forse non è meglio rivedere il piano industriale? E gli operai? Che succederà a loro quando FIAT chiuderà i battenti?

 

La solita solfa

dicembre 4th, 2010 § Lascia un commento

Eccolo, l’ uomo della Provvidenza con la solita promessa: Napoli senza rifiuti in pochi giorni.

Ci risiamo, la solita promessa a cui seguirà un’ altra situazione di emergenza e così via finchè non si fa qualcosa. Dove vanno i rifiuti che spariranno nei prossimi giorni? Le attività della mafia non è che, per puro caso, negli stessi giorni subiscono delle impennate? Non è che qualche pescatore al posto di pescare un rombo tira su un sacco di spazzatura?

Il problema non si vuole risolvere, il sistema della gestione dei rifiuti in Campania è collassato e la stessa sorte toccherà nelle altre Regioni. A quando un piano serio, una risposta al problema?

La proposta sbagliata di Veronesi

novembre 24th, 2010 § Lascia un commento

Riporto dal sito RAInews:

“Tutta Italia si rende conto che il nucleare è inevitabile, perché fra 50 anni non avremo più petrolio, fra 100 non avremo più carbone e fra 150 finirà il
gas: poi saremo all’asciutto”. Il presidente designato dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, Umberto Veronesi, prende di petto la questione del ritorno al nucleare, a margine di un’audizione alle Commissioni riunite Attività produttive e Ambiente della Camera, che martedì prossimo esprimeranno il proprio voto sulla nomina.

Tensione con gli ex amici
Lo stesso Veronesi spiega che non si aspettava dal Pd un’opposizione alla sua nomina. “Pensavo ingenuamente – dice – che il fatto che la sicurezza fosse in mano alla sinistra fosse una garanzia per la protezione della popolazione. Mi sembrava ragionevole, quindi non me lo aspettavo. Il nostro sforzo – ha concluso -
sarà sulla sicurezza”.

Perché il nucleare
Adesso - ha spiegato Veronesi – c’è la fissione nucleare, tra 20 anni ci sarà la quarta generazione che non avrà più scorie e poi negli anni ’70 arrivera’ la fusione. Se abbiamo amore per i nostri figli e i nostri nipoti dobbiamo intraprendere questa strada, perché saranno loro che intorno al 2120 vivranno la tragedia della carenza di energia”

A parte che mi chiedo come faccia un laureato in medicina essere a capo dell’ Agenzia per la sicurezza nucleare (la logica vorrebbe quantomeno un fisico), Veronesi parla di un idea giusta a metà e propone poi degli scenari non corretti: giusto dire che adesso per quanto riguarda il nucleare si parla di fusione (da un atomo bombardato di neutroni si produce un altro atomo di un elemento diverso ed energia, usata per produrre elettricità), sbagliato dire che con la fusione non ci saranno scorie (al massimo si possono migliorare i sistemi di stoccaggio, quello sì, ed è auspicabile), fantascientifico fare una previsione sulla fissione; il mondo di 1984 di George Orwell non corrisponde a quello di 26 anni fa, le macchine volanti immaginate negli anni ’50 non ci sono, quindi, perchè fare previsioni che non si possono stimare con precisione?

La parte di verità detta da Veronesi risiede nel fatto che il petrolio sta finendo, l’ errore è il ritorno al nucleare. Intendiamoci: non sono un anti-nuclearista, spero nella fusione in un futuro, semplicemente oggi ritengo non sia la soluzione migliore sotto vari punti di vista.                                                                                                Sono nettamente a favore delle fonti di energia gratuita e (per l’ uomo) infinita: l’ energia del Sole, declinata sia sotto forma di eolico, sia di solare e fotovoltaico.

Punto primo: il fattore tempo.                                                                                                                                                                                                                                                                         per costruire una centrale nucleare ci vogliono mediamente 10 anni, contando qualche anno per le pratiche legislative e burocratiche, e qualche anno di ordinario ritardo si fa presto ad andare in là con gli anni, e lo scenario energetico sarà cambiato: ammettiamo che per fare una centrale ci vogliano 15 anni da ora  (una cifra apprezzabile), fra 15 anni sarà cambiato lo scenario energetico di quando si è progettata, quindi potrebbe essere insufficiente (si pensi ad una maggiore domanda di energia dovuta alla diminuzione del petrolio disponibile, oppure ad una maggiore domanda dovuta all’ aumento dei consumi) o fuori regola o quant altro. Per costruire un impianto fotovoltaico ci vuole molto meno tempo, un progetto casalingo può occupare dal momento della progettazione alla consegna 1-2 anni, non di più.

Punto secondo:                                                                                                                                                                                                                                                                                                       il fotovoltaico (e l’ eolico  burocraticamente parlando presenta meno insidie. Per costruire una centrale nucleare anzitutto bisogna rivedere il referendum dell’ 89, e poi bisogna iniziare con la legislazione apposita, invece per quanto riguarda il fotovoltaico si hanno meno inghippi, anche se bisogna ammettere che la situazione è più difficile rispetto ad altri paesi. Un incentivo da parte dello Stato alle energie pulite in termini di fogli e autorizzazioni non può che far bene. Inoltre bisognerebbe vincere la resistenza pubblica al nucleare, mentre per le energie pulite c’è un generale consenso.

Punto terzo:                                                                                                                                                                                                                                                                                                            a parità di soldi investiti, il fotovoltaico rende quasi come il  nucleare. Il reattore nucleare EPR costruendo in Francia e Finlandia costa mediamente 4 miliardi di euro e produce circa 1600 MW di energia al costo di 0,0025 € per Watt; un pannello fotovoltaico in silicio policristallino (quello a miglior resa, e più costoso) costa circa 10.000€ a fronte di una produzione annua di 2.000 KW. Se si spendessero 4 miliardi di euro in questi pannelli si avrebbero circa 4.000.000.000/10.000= 400.000 pannelli solari, per una produzione complessiva di 640 MW, al costo di 0,006€ per Watt; circa il terzo rispetto al nucleare, ma bisogna tenere da conto che mentre i soldi per il nucleare sono finanziati da Stato ed enti privati, la costruzione di pannelli fotovoltaici è iniziativa privata che può smuovere potenzialmente più soldi, quindi si produrrebbe più energia e di conseguenza il rapporto €-watt andrebbe a favore dei watt; si tratta solo di incentivare i privati a costruire.

 

Napoli, 2 anni, 3 giorni, e la spazzatura rimane

novembre 22nd, 2010 § Lascia un commento

A metà Settembre risorgeva il problema dei rifiuti a Napoli, con i successivi disordini a Terzigno e tutto quel che ne è seguito. Berlusconi, in veste di uomo della provvidenza, aveva promesso il 28 Ottobre che entro 3 giorni la situazione sarebbe migliorata; a casa mia 3 giorni dal 28 Ottobre siamo al 31 Ottobre.  Siamo al 22 del mese successivo e la situazione non è cambiata, anzi, non fa che peggiorare tra monnezza a Napoli e manifestanti investiti da  compattatori.

ANSA ne parla con un breve riassunto, Reuters.com oltre a dare la notizia avverte che l’ UE potrebbe congelare i fondi destinati all’ emergenza, msnbc.com propone un photoblog. ”Il Fatto” propone (finora) il reportage migliore che ho visto.

A questo punto è normale chiedersi perchè a Napoli, e più in generale in Italia, il problema rifiuti rimane un problema, e non un’ opportunità come a Vedelago, un piccolo paese del trevigiano? Perchè qualcuno ci lucra spudoratamente, chiamali ‘mafia’, chiamali ‘politici’, chiamali ‘lobby’. Il punto è che c’è la possibilità di cambiare, ma non c’è la volontà delle istituzioni di cambiare. Sicuramente in Italia ci sono molti volenterosi che si fanno in 4 per produrre meno rifiuti possibili, per fare la raccolta differenziata e per riusare il riusabile, ma sono lasciati soli. È vero, i grandi cambiamenti partono dal più piccolo, cioè l’ individuo, ma che fare nel caso in cui si è in un mare in cui prima di tutto bisogna pensare a non annaspare?

Le risposte che il singolo può dare sono sostanzialmente due: riciclo e soprattutto riuso. Un prossimo post su questi due termini è in lavoro, speriamo di fare un buon lavoro. Per il momento lascio una testimonianza trovata sul sito di Beppe Grillo del sig. Despero:

Ieri sono andato insieme ai miei figli nel centro storico di Napoli (patrimonio UNESCO dell’umanità), poiché avevo intenzione di condurli in alcuni luoghi di inestimabile valore artistico e storico, come laCappella di San Severo, la chiesa di S. Domenico maggiore, ed altri. Un po’ di timore per l’eccessiva folla, vista la vicinanza dei luoghi con San Gregorio Armeno, la strada dei presepi, lo avevo, ma credevo di cavarmela, anche perché la giornata ‘culturale’ volevamo chiuderla con un finale culinario, visitando una delle pizzerie storiche di via Tribunali. Bell’illuso! Il centro storico era, sì invaso, ma dai cumuli in via di putrefazione dell’immondizia mai raccolta delle ultime settimane. E’ la morte di una città, ciò che non son riusciti a fare i romani, le invasioni barbariche, gli arabi ed i saraceni, gli francesi o gli spagnoli, è riuscito al governo italiano! I numerosi – incredibile -, turisti che girovagavano per i vicoli, rimanevano interdetti quando il passaggio era completamente occluso dalle ‘novelle montagnole fetide’, le guardavano per un po’ e ritornavano sui propri passi. Siamo ritornati a casa carichi di delusione e rabbia, sconfitti nella nostra dignità e sanguinanti per la ferita che, stavolta, difficilmente potrà rimarginarsi. Grazie Italia, nazione di merda.  Sereno Despero, Nuova Città

p.s.: ”Il Giornale” ha lanciato una campagna di firme contro Roberto Saviano. Unisciti allo sdegno di questa vergognosa iniziativa con una firma pro-Saviano!

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