2011:Odissea in Italia

dicembre 31st, 2010 § Lascia un commento

L’ anno nuovo si avvicina, auguro a tutti i lettori un felice 2011, che sia migliore dell’ anno passato. Dico sempre così ogni 31 Dicembre e va sempre peggio, mi sà che porto sfiga. Cosa ci riserverà l’ anno nuovo? Ho la sensazione che accadranno grandi cose, e lo dico perchè in questi ultimi 3 anni abbiamo assistito a dei messaggi premonitori chiari, il Paese si avvia ad una nuova fase. Sarà un po’ un viaggio in cerca dell’ equilibrio, un viaggio simile all’ Odissea in quanto a pericoli e trabocchetti.

Ecco cosa vorrei dal 2011:

  1. vorrei imparare a scrivere correttamente 2011 e non 2001
  2. vorrei che Internet fosse disponibile per tutti, diritto costituzionale
  3. vorrei che la gente capisca che la TV uccide l’ immaginazione
  4. vorrei veder gente leggere un libro la sera..
  5. ..oppure all’ ora di cena parlare con la famiglia
  6. vorrei che ci si ricordasse chi si è, le proprie radici e il proprio passato
  7. vorrei più solidarietà nella società nei confronti di chi scappa dal proprio paese per venire da noi
  8. vorrei che ognuno capisse che non conta il colore della pelle, la fede politica o la religione
  9. vorrei un senso di unità, non tanto di Unità d’ Italia, ma di unità di popoli sotto la stessa bandiera
  10. vorrei una politica migliore
  11. vorrei che Berlusconi e la sua cricca escano dalla politica
  12. vorrei una legge elettorale migliore
  13. vorrei votare chi voglio votare
  14. vorrei un nuovo governo responsabile..
  15. ..senza opposizione ma con gli sconfitti che sono attivi alla vita politica
  16. vorrei una nuova politica
  17. vorrei dei politici incensurati e senza collusioni con la mafia
  18. vorrei una politica senza caste dove chi ha una buona idea può farsi strada senza difficoltà
  19. vorrei che il Movimento 5 Stelle divenga un punto di riferimento per tutti
  20. vorrei che gli italiani prendessero coscienza della grave situazione attuale
  21. vorrei che si investisse sui giovani..
  22. ..a partire da una seria riforma dell’ Università
  23. vorrei che si guardasse con ottimismo al futuro..
  24. ..ma ci si rimboccasse le maniche per fare un futuro migliore
  25. vorrei che il 2011 sia l’ anno in cui ci si sveglia da questo sonno

25 desideri sono pochi, ne ho altri. Ma questi bastano. Buon anno ancora :)

p.s.: la prima immagine è presa da beppegrillo.it, la seconda da ilfattoquotidiano.it ~ spero non mi denuncino per uso improprio di materiale altrui!

Pomigliano, che senso ha?

dicembre 30th, 2010 § Lascia un commento

Ieri è stato raggiunto l’ accordo fra FIAT e sindacati sullo stabilimento di Pomigliano d’ Arco (NA) per non far chiudere l’ azienda (e le relative aziende orbitanti che fanno parte dell’ indotto) e continuare con la produzione di automobili.

Senza far finta di vestire di panni dell’ economista saccente, è davvero conveniente produrre ancora auto? Quanto mercato ci sarà ancora? Per quanto tempo? Quando il mercato sarà saturo? Quando la domanda di mezzi più ecologici supererà quella di auto inquinanti? Forse non è meglio rivedere il piano industriale? E gli operai? Che succederà a loro quando FIAT chiuderà i battenti?

 

Film già visto

dicembre 28th, 2010 § Lascia un commento

L’ editoriale di Maurizio Belpietro su Libero di ieri, 27 Dicembre, parlava di un complotto organizzato da Fini: inscenare un attentato ala sua persona per far ricadere la colpa su Berlusconi e sul PdL.

Dov’è che ho giò visto questo film?

L’ ennesimo Greatest Hits

dicembre 27th, 2010 § Lascia un commento

I Queen sono nati nel 1971, e il 2011 segnerà il quarantennale dalla fondazione (per una breve storia vedere su Queenitalia.it. Più che giusto quindi celebrare l’ evento, magari con delle release discografiche, concerti, parties, conferenze, incontri e quant’ altro. I piani delle celebrazioni sono più o meno noti (a cominciare dalla rottura con la EMI e il passaggio alla Island Records), ma l’ inizio non è per nulla promettente.

Naturalmente alla Queen Productions hanno cercato di dare un colpo al cerchio e uno alla botte e quindi ecco il trucco da prestigiatore: vendere una riedizione del Greatest Hits I e del Greatest Hits II.

Due ottimi album, una introspettiva molto buona sulla carriera del gruppo, ma una mossa spudoratamente commerciale; esistono varie versioni in commercio in base al mercato di provenienza, in pratica si vende un doppione per far soldi e senza proporre nulla di nuovo.  Vediamo cosa ci sarà di nuovo in questa release:

Both albums have been digitally re-mastered for 2011 by Bob Ludwig, the legendary mastering engineer who has worked with U2, Coldplay and Radiohead, and come complete with refreshed sleeve notes. *

In pratica saranno rimasterizzati (in pratica cambierà il volume e non il mix, cioè il volume dei singoli strumenti. Il risultato saranno più decibel, con la sensazione di miglior qualità. E andiamo con la loudness war! ) e proposti con un booklet (il libricino) nuovo, con note diverse. Speriamo in bene, soprattutto perchè le edizioni del ’94 (le più famose, le hanno in casa tutti gli amanti della buona musica) dal punto di vista del suono hanno qualche incertezza.

Il costo si aggira sulle 9£ da amazon.co.uk, un prezzo indubbiamente basso e che rivela una mancanza di contenuti extra, come tracce inedite, filmati, foto o scritti; insomma, due CD sterili, nulla di nuovo alla luce del sole. Giudizio indubbiamente negativo, soprattutto alla luce del fatto che Absolute Greatest è uscito poco più di un anno fa. Un occasione ghiotta invece per chi non possiede questi due CD (eretico!).

Ma ci sono altre news, 40 anni si festeggiano una sola volta. (lo stesso vale per 39 e 41, ma facciamo finta di non aver fatto questa osservazione).

The Anniversary year kicks off with a major exhibition, ‘Stormtroopers in Stilettos’ – a comprehensive look at the early part of Queen’s career. Taking place in The Old Truman Brewery in the heart of London’s East End the exhibition opens on February 25th running through to March 12th, and will cover the band pre-Queen, their formation and their first five albums from the first half of the 1970’s.
Newly signed to legendary label Island Records, and to coincide with the exhibition, the first five albums that Queen released – “Queen”, “Queen II”, “Sheer Heart Attack”, “A Night At The Opera” and “A Day At The Races – will be re-mastered and re-packaged into special deluxe album formats released in March 2011
Subsequent to the exhibition there will be a major BBC TV Documentary featuring a rare interview with Roger Taylor and Brian May and many other surprises and releases to come through the rest of the year. 2011 will see filming begin of a major Hollywood movie about Queen, starring Sacha Baron Cohen as Freddie Mercury. Acclaimed script writer Peter Morgan (“The Queen”,” Frost/Nixon” ) is working on the project, which is being produced by GK Films, Robert de Niro’s Tribeca Productions and Queen Films. *

Primo evento: la mostra ”Stormtroopers in Stilettos”, dal nome di una loro canzone contenuta sul terzo album, è una mostra incentrata sulla prima parte della carriera del gruppo, una parte poco approfondita e amata dai fans. Si tiene dal 25 Febbraio al 12 Marzo (peccato sia così breve) a Londra.
Secondo evento: ulteriori release di materiale (sic!) già pubblicato, ossia i primi 5 album nel Marzo 2011, sempre dalla Island Records. La buona notizia (buona.. insomma!) è che saranno rimasterizzati e ”riconfezionati” in un package diverso; non dovrebbero esserci bonus.
Terzo evento: una lunga monografia della BBC con interviste fatte a Roger Taylor e Brian May, probabilmente di questi ultimi anni.
Quarto evento: il film. E qui non ci pronunciamo, attendiamo ulteriori sviluppi per approfondire l’ argomento.

Per i fan dei Queen il 2011 si preannuncia come un anno di festeggiamenti, purtroppo non supportati da release adeguate. Perché? Forse gli archivi non sono così pingui come si pensa? Buona musica a tutti.

*= sito di riferimento: queenonline.com

25 Dicembre

dicembre 24th, 2010 § Lascia un commento

Domani è Natale.. ma Natale di cosa? Natale dei commercianti, ecco di chi. Perchè festeggiamo questa festa quando abbiamo perso il significato stesso del Natale? Vorrei venisse abolito.. chi ci crede lo festeggia discretamente, mica che ci sono i cenoni e festoni con gente che si odia e si va in giro con un puzzo di perbenismo da far svenire.
Lascio una testimonianza di don Tonino Bello:

Tanti auguri scomodi
Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.
Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.
Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.

Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.
I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.
Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.
Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano.
Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.
I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.
E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.

Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.

Don Tonino Bello

 

Copio & Incollo anche questo bel post di un anno fa trovato sul blog Olden Dialy Log:

 

Il Natale degli adulti

Sottotitolo: Perchè quello dei bambini no. Quello è una figata.


Il Natale è quella cosa che siamo tutti più buoni. Sì, però chi è quello stronzo che ha messo ‘sta cazzo di macchina in terza fila?

Il Natale è quella cosa che ci si scambiano i doni. Tu fai dei regali alle persone che ami, e anche a quelle che ti stanno sul cazzo (perchè di qua e di là, certe volte si deve) e da loro ricevi regali. Così alla fine più o meno vai pari con i valori entrati/usciti (anche perchè ci stai attento), però ti ritrovi con molti meno soldi e molte cose inutili o orrende in più.

Il Natale è quella cosa che porcatroia siamo già al ventitrè e c’ho ancora un casino di commissioni da fare.

Il Natale è quella cosa che sono due mesi che mangiamo panettone e quando ti portano quello farcito con la crema allo zabaione che avevano tenuto per il 25 (ma lo avevano comprato il 12 ottobre, che non si sa mai poi finiscono e non si trovano più), è rancido come il vomito di un alcolizzato.

Il Natale è quella cosa che ci vai tu a portare a casa la zia e le dai una mano a portare i suoi sacchetti e gli avanzi di panettone che si è messa da parte fino al quinto piano senza ascensore e già che sei lì le dai un’occhiata alla calderina che dice che non funziona bene?

Il Natale è quella cosa che ti servono la cena quando in tavola ci sono ancora i resti del pranzo.

Il Natale è quella cosa che ti metti sempre un maglione scomodissimo e pesantissimo per stare in casa a 25 gradi.

Il Natale è quella cosa che la cosa migliore della giornata è che forse in TV passano i cartoni Warner Bros che hai già visto duecento volte.

Il Natale è quella cosa che ti dicono “Buon Natale!” e tu pensi “Maddechè?”.

Il Natale è quella cosa che è già il 25 e non so ancora che cazzo faremo a Capodanno.

Il Natale è quella cosa che speriamo sia una bella giornata. Però, comunque sia, staremo tutto il giorno in casa.

Il Natale è quella cosa che ho portato il tiramisù, magari se qualcuno lo vuole mangiare per merenda. (tipo nella mezz’ora che separa pranzo e cena? )

Il Natale è quella cosa che lo assaggi un po’ di questo Moscato che stava in regalo col panettone senza uvette? (fa parte della categoria degli idrocarburi aromatici?)

Il Natale è quella cosa che.

 

Buon Natale per chi ci crede; buona vacanza per gli altri.

Banda larga per 4 italiani su 10

dicembre 23rd, 2010 § Lascia un commento

Oggi 23 Dicembre 2010 è stato rilasciato l’ annuale resoconto circa la situazione di Internet in Italia. I dati sono alquanti sconfortanti.

Il Futuro è in Internet e Internet è l’ unico luogo realmente democratico al Mondo. Certo, ci sono molte contraddizioni su questa democrazia (ad esempio il caso di Google censurato in Cina) ma in linea generale si può considerare un luogo libero, e i numerosi blog e siti su un informazione libera lo testimoniano. Dunque Internet è più che un mezzo per collegarsi con gli altri, è un mezzo per trovare opinioni diverse e taciute su giornali o TV, insomma, è un’ oasi in un deserto.

In Italia solo il 58% delle famiglie possiede un computer, il 52% ha un accesso ad Internet e solo il 43% ha una connessione a banda larga; in pratica siamo un paese di trogloditi. O meglio, un paese di fessi: abbiamo una media di TV e cellulari altissima (rispettivamente 96% e 90%), che guardacaso sono i principali mezzi di instupidimento di massa: programmi TV scadenti, TG di parte, SMS che tengono in ostaggio tempo ed attenzione, servizi inutili che vengono puntualmente acquistati.

Internet va di pari passo al reddito e al livello di istruzione: l’ 84% dei liberi professionisti ha un collegamento contro il 60% degli operai; il 90% degli studenti ha un collegamento.

Il problema della diffusione di Internet è dovuto sia a problemi economici, come il costo di un PC o della connessione, che culturali (rimane alta la percentuale di italiani che lo considera inutile: il 23%), che di difficoltà d’ uso: ben il 40% lamenta incapacità, in prevalenza si tratta di persone anziane.

Un problema che invece non dipende dall’ utente è quello della diffusione fisica delle connessioni e del mercato: in Italia il mercato è dominato dal (quasi) monopolio di Telecom, che pure gestisce tutta la Rete (ad eccezione della fibra ottica, di competenza di Fastweb) affittando ad altri provider centraline e quant altro necessario alla fornitura del servizio. In altri termini Telecom fa il bello e il cattivo tempo nella gestione dei rapporti con gli altri provider.

Rispetto all’ Europa, la situazione non è certo buona. L’ Eurostat, l’ equivalente europeo dell’ ISAT, ha rilasciato il 14 Dicembre un dossier analogo a quello rilasciato dall’ ISTAT. La media europea di Internauti è del 69% (massimo 91% in Svezia e 93% in Norvegia, fuori dall’ UE27; minimo in Romania con 36%; l’ Italia è al quart’ ultimo posto col 51% in compagnia del Portogallo), al crescere di reddito ed istruzione cresce l’ accesso e l’ utilizzo della banda larga.

Avere un collegamento alla Rete è importante per vari motivi:

  1. accesso a un’ Informazione libera: i siti alternativi a TG e giornali sono molti e offrono notizie, articoli, reportage e dossier su argomenti scomodi e taciuti negli altri canali di comunicazione;
  2. vastità di contenuti: su Internet c’è quasi tutto quel che si cerca: basta sapere cercare (e qui è come il detto: ”fra il dire eil fare..”: fare una ricerca mirata non è noto a tutti; una ricerca mirata di per sè è facile, il problema è che molti non sanno come si fa);
  3. la mia parola vale come la tua: nei blog, nei forum e negli altri luoghi di discussione ognuno vale 1, che sia un operaio in cassaintegrazione o che sia amasciatore: lo status sociale ed economico magicamente sparisce, la differenza la fanno le idee e la loro qualità;
  4. il rapporto qualità/prezzo: comprare un PC e un abbonamento ad Internet ha un costo certamente non trascurabile ma che garantisce la possibilità di accedere a servizi e siti altrimenti non raggiungibili o che costerebbero molto di più.

In Finlandia Internet è un diritto costituzionale; a quando in Italia un minimo di serietà da parte della politica su questo argomento (ad esempio investire gli 800 milioni dati dall’ UE per la riduzione del gap tecnologico e congelati dal Governo fino a fine crisi – ammettendo che ci sarà una fine positiva della crisi)? C’è comunque una proposta di legge per modificare l’ articolo 21 della Costituzione (che invito a scaricare dal sito del Governo a questo indirizzo) e una raccolta firme.

Il file .pdf dell’ indagine ISTAT è scaricabile a questo indirizzo.
Il file .pdf dell’ indagine Eurosta è scaricabile a questo indirizzo.

Springsteen in tour nel 2011?

dicembre 21st, 2010 § 3 commenti

Qualcosa bolle in pentola. Non c’è dubbio.

Ci eravamo lasciati a Novembre 2009 con una promessa ”We’ll be back” ripetuta ad ogni concerto. Di mezzo, un’ intervento al cuore a Max Weinberg (batteria) e alle ginocchia per Clarence Clemons (sassofono). Ora Bruce Springsteen e la E-Street Band sembrano essere pronti a suonare dal vivo ancora una volta.

In rete è apparso questo articolo ben fatto di Pete Chianca in cui sono elencati i 3 principali motivi secondo i quali ci dovremmo aspettare un tour l’ anno venturo.

Punto primo: la pubblicità. Per la release di ”The Promise” Bruce e il suo staff hanno fatto le cose in grande; di solito è restio a conferenze e quant’ altro, basti pensare che l’ ultima conferenza è stata fatta in occasione della performance all’ ”Half Time Show” del SuperBowl del 2009, e quella precedente risale a fine anni ’80 in occasione del momentaneo (per fortuna!) scioglimento della E-Street Band; quindi impiegare tante energie ha quasi come naturale prosecuzione la promozione dal vivo del materiale pubblicato.

Punto secondo: dalle interviste ai vari membri del gruppo è apparsa l’ impressione di pigiare il piede sull’ acceleratore, ossia di andare in tour presto. Rimanendo un pelo pessimisti e un pelo realisti, l’ età media del gruppo è superiore ai 60 anni, con Clarence prossimo ai 69; per chi ha in mente cosa significa un concerto per questi è facilmente intuibile cosa voglio dire: il cuore non dirà mai di no, ma il fisico sì. Clarence e Max, i due ”malconci”, sono in ottima forma da quanto visto, quindi è logico pensare di battere il chiodo finchè è caldo.

Punto terzo: avete visto le apparizioni di Bruce ultimamente? Si vede lontano un miglio che vuole suonare, è troppo evidente. D’ altro canto se ci si fa caso in tutta la sua carriera si è preso poche pause di assoluta assenza dai palchi (che siano quelli del Madison Square Garden o dello Sone Pony, un pub di Asbury Park poco importa), dal Reunion Tour sono stati pochi questi momenti; considerate le numerose apparizioni in pub e concerti di ”amici” possiamo ben sperare.

Si vocifera anche di un tour in Australia, anzi, i rumors sembrano essere ad un passo dall’ ufficialità. Pare che la crew sia al corrente dei piani. È dal 2003 che Bruce non va ”down-under” come dicono gli Americani, e questa sembra l’ occasione buona. Si vocifera anche di un possibile ulteriore album!

I buoni motivi ci sono, le certezze quasi. Il quando è da definire, si parla di primavera/estate o estate/autunno. Quasi certamente nel 2001 ci sarà un tour; sicuramente entro fine 2012 saremo a gustarci i DVD e i bootleg dei concerti a cui abbiamo assistito. Il dove è incognito: palazzetti o stadi?

Quest’ anno a Natale facciamo la mossa giusta: mettiamo da parte i soldi, serviranno a breve ;-)

 

”Tornado” Varnado a Siena?

dicembre 19th, 2010 § Lascia un commento

Sia chiaro, questo è fantabasket, ma è pur sempre una possibilità, non si sa quanto possibile.

Ieri 18 Dicembre il presidente di Siena, Ferdinando Minucci, ha annunciato l’ arrivo imminente di un lungo dato l’ esito positivo della fase a gironi in Eurolega; a Siena si è capito che questa squadra, fermo restando che non cambi la mentalità e non sopravvengano degli infortuni, può andare molto in là. Logico quindi cercare di prevenire anzichè curare e quindi allungare la panchina per avere una rotazione più ampia per quanto riguarda i lunghi.

Facciamo prima un’ osservazione: Minucci ha affermato che:

Non aspettatevi un colpo a effetto, sarà un giocatore di complemento e non uno di primissimo livello.

Jarvis Varnado nasce nel 1988 nel Tennessee, in America. Ha 23 anni e gioca a Pistoia in LegaA2. È stato draftato nel 2010 al secondo giro dai Miami Heat, che ne detengono tuttora i diritti, anche se con l’ arrivo di Bosh e James è stato scaricato. Nella sua carriera NCAA si distingue per le sue abilità difensive, su tutte la stoppata grazie ad un’ apertura di braccia che super i 2 metri; nel 2007-08 fa 157 stoppate, record condiviso (allora) con un certo Shaquille O’ Neal.. sì, proprio lui. L’ anno seguente, tanto per dimostrare che non è una meteora ma ha talento, ne fa 170, di stoppate. Il 25 Febbraio scorso fa la sua 535esima stoppata, stabilendo un nuovo record in NCAA. È anche uno dei due giocatori ad aver fatto 1.000 punti, 1.000 rimbalzi e 500 stoppate. L’ altro è David Robinson, che con Tim Duncan formava le ”Twin Towers” di quei San Antonio Spurs che vinsero il titolo nel 1999 e nel 2003. Insomma, il ragazzo fa compagnia ai mostri sacri del pitturato.

Varnado è un ottimo giocatore che stranamente gioca in Italia quando potrebbe benissimo stare in America; è di primissimo livello, quindi forse Minucci ci ha già svelato chi non è il nuovo lungo.

Ma d’ altro canto potrebbe essere un bluff , avvantaggiarsi sulla concorrenza e portare a casa un punto di riferimento per la squadra. Un giocatore che fa punti, salta, schiaccia, prende rimbalzi e stoppa non si trova facilmente, tanto più se ha il potenziale di Varnado.                                                                Lui sarebbe il lungo ideale per Siena perchè è giovane, ha da imparare e qui ci sono i giocatori giusti; inoltre è un lungo che salta ed ha atletismo, il che non è affatto male dato che, dopotutto, i lunghi di Siena, eccetto Stoonerook, sono i classici lunghi europei, quindi molto gioco perimetrale, buon tiro dalla media distanza e un po’ di sofferenza dal punto di vista atletico contro chi l’ atletismo ce l’ ha. E poi, sempre parlando di atletismo, la coppia McCalebb-Varnado sarebbe una coppia da All-Star Game, un play ed un centro così esplosivi e dinamici è cosa rara.

Probabilmente Martedì sapremo il nome del lungo promesso dal presidente Minucci; non ci resta che aspettare e sperare in un gradito regalo di Natale.

p.s.: se non avete capito di chi stiamo parlando, ecco un video (da notare quanto siano apprezzati i campionati giovanili in America, addirittura trasmessi in TV — e in HD!)

Eurolega: verso le Top 16!

dicembre 18th, 2010 § 1 commento

Quasi finita la fase a gironi dell’ Eurolega si può fare un primo bilancio delle italiane. Siena e Roma matematicamente già qualificate, Milano è fuori a meno di un miracolo.

Partiamo da Roma: la squadra c’è, è buona, in campionato dopo un avio a dir poco disastroso si sta rimettendo in carreggiata; in Eurolega ha fatto una buona fase a gironi qualificandosi con 2 turni di anticipo, probabilmente al quarto posto. In un girone con Nicaja, Real Madrid e Olympiacos non è niente male. La squadra è abbastanza atipica, ci sono molti italiani e pochi stranieri; sicuramente se la squadra andrà avanti sarà un segno molto importante per il basket italiano, molto più significativo di un eventuale passaggio alle Final 4 di Siena (composta da talenti stranieri eccetto Aradori e Carraretto) proprio perchè significherebbe un miglioramento dei giocatori italiani, il che non sarebbe un male considerato l’ ultimo mondiale. Non ho seguito molto la squadra, evito commenti tecnici sui giocatori.

Discorso Siena: la squadra finisce il girone C matematicamente prima, il girone con Fenherbace e Barcellona, subendo una sola sconfitta (contro i turchi) e con una gara da giocare (contro i catalani). Ottimo risultato se si pensa che rispetto all’ anno scorso è un’ altra squadra. McCalebb, Kaukenas, Moss e Ravkovic sono i nuovi acquisti, tutti e 4 promossi a pieni voti. Senza entrare nei dettagli tecnici, mi preme sottolineare un aspetto del gioco visto in queste gare europee: la grinta, l’ aggressività e il pressing della squadra, in un’ altra parola il cuore messo dai giocatori: non ho mai visto perdere palla e non tentare di recuperarla o non gettarsi in un recupero. Difesa ottima, attacco collaudato: se la squadra continua con questa mentalità allora può mirare davvero in alto; i giocatori ci sono, sono bravi e hanno tecnica, la testa c’è. Una squadra così è davvero temibile.

Passiamo a Milano: è vero, gli infortuni di Pecherov, Maciulis e Petravicius hanno pesantemente condizionato la situazione dei lunghi lasciando Mancinelli, Rocca e Melli a lottare sotto i tabelloni, compito alquanto difficile. Anche la regia di Morris Finley si può definire discutibile, l’ arrivo di Jaaber ha migliorato un po’ la situazione. Sono capitate serate no ai singoli giocatori (Milano con Hawkins o Mancinelli non ispirati non è la solita Milano) e gli infortuni, ma ciò non è un deterrente valido: abbiamo più volte visto una squadra con poco cuore, una squadra che getta via una rimonta, non crede in una rimonta o si lascia recuperare sul finale. No, non ci siamo: coach Bucchi ha una squadra tecnicamente valida (anche se rimane la questione play) ma deve curare molto l’ aspetto dell’ aggressività, della difesa e dei tiri; in altre parole dovrebbe guardare le partite di Siena. La squadra è virtualmente fuori: per passare dovrebbe vincere con il Panathinaikos ad Atene, impresa difficilissima ma alla portata della squadra, sempre che scendano in campo 5 leoni affamati; il difficile è che Valencia perda con l’ Olimpija: gli sloveni sono già qualificati e quindi scendono in campo senza paura di non arrivare alle Top16; Valencia venderà cara la pelle, per Milano le speranze sono proprio ridotte al lumicino. Mai dire mai, ma obiettivamente sarà per l’ anno prossimo.

Questa Eurolega è sempre più bella e affascinante, ci riserverà delle belle sorprese; ricordiamo che le partite sono visibili sui canali di SportItalia in chiaro sul digitale terestre.

Facebook ucciderà i blog?

dicembre 17th, 2010 § Lascia un commento

Voglio copiare un articolo trovato su santaruina.splinder.com a questo indirizzo. Lo voglio citare perchè offre una buona analisi del fenomeno blog e del fenomeno Facebook, due elementi sempre più presenti nella vita quotidiana. Ho deciso di aprire questo blog perchè sentivo di aver qualcosa da dire e perchè credo che i miei pensieri possano essere utili a qualcuno; sì, lo so, sono irrimediabilmente ottimista e mi sopravvaluto, ma sono così. Per quel che mi riguarda Facebook – che uso giusto per condividere link satirici -non sarà certo dannoso a questo blog, il quale continuerà fino a che avrò delle idee e la voglia di condividerle con il mondo.

 


La risposta è no, ma andiamo con ordine.
In Italia i blog ebbero una prima diffusione a partire dal 2001-2002, e da allora il loro numero crebbe di anno in anno in maniera esponenziale, complice anche la comparsa di numerose piattaforme che permettevano anche ai meno esperti di lanciare in rete il proprio spazio senza eccessive difficoltà.
Negli ultimi tempi tale tendenza pare aver subito un certo rallentamento, ma ancora una volta occorre fare dei distinguo.

Nella cosiddetta blogosfera italiana capita sempre più spesso di imbattersi in blog fermi da tempo oppure definitivamente abbandonati, ma questo rientra apparentemente nel normale corso di vita dei blog stessi.
La maggioranza dei blog messi in rete non superano la prova dei primi mesi di vita, spesso per disinteresse oppure per il non raggiungimento delle aspettative dei rispettivi autori: per quanto si usi filosofeggiare sull’argomento, il primo scopo di chiunque pubblichi qualcosa è quello di essere letto.
Quando il riscontro non è immediato, capita che si smarriscano anche le motivazioni per continuare nel proprio impegno.

Tra i blog che superano questo primo scoglio, che siano “di successo” o meno, il fattore tempo gioca un altro ruolo decisivo: scrivere con regolarità richiede infatti impegno, e sopratutto un flusso costante di idee e spunti di cui trattare.
Per quanto si sia prolifici, avere sempre nuovi spunti e lo stesso entusiasmo degli esordi a distanza di tre, di quattro, di cinque anni diviene sempre più complicato; a questo si aggiunge il sopraggiungere di un senso di routine, che rende sempre più difficile trovare le giuste motivazioni.

Così, capita sempre più spesso di imbattersi in blog, anche con un buon seguito, che cessano la propria attività a distanza di diversi anni dalla loro nascita: si tratta del naturale corso degli eventi.
In verità, coloro che continuano con regolarità la loro presenza nella rete a distanza di diversi anni lo fanno perchè sono spinti da solide motivazioni di fondo, di natura economica (circostanza rarissima, almeno in Italia), di natura narcisistica oppure per sincera (ed ingenua, probabilmente) convinzione di poter essere utili in qualche modo ai lettori.


Occorre però ricordare come l’universo dei blog si divida sostanzialmente in due diverse categorie: vi sono i blog personali, e vi sono i blog “a tema”.
Su quali siano i blog personali non occorre soffermarsi molto: sono il corrispettivo dei “diari” in cui venivano annotati pensieri, sentimenti, esperienze quotidiane e non solo.
Questo genere di blog rappresentano tuttora la maggioranza, e vanno dai diari delle ragazzine adolescenti che raccontano le loro giornate a scuola e i loro primi turbamenti fino ai pensatori impegnati che commentano ogni giorno i principali eventi che accadono nel mondo, con interventi spesso arguti e “taglienti”.

Entrambi questi tipi blog parlano essenzialmente del loro autore (nel secondo caso il protagonista dei post non è mai la notizia, ma l’arguzia del blogger-commentatore), quindi rientrano perfettamente nell’insieme dei blog personali.
Per quanto riguarda i blog a tema ve ne sono invece di innumerevoli generi: da quelli dedicati all’informatica, allo stesso mondo di internet, alla cucina, alla moda, alla storia, alla pesca e così via, hanno tutti come comune caratteristica il fatto diparlare essenzialmente di qualcosa di altro che non sia il loro autore.

Con la diffusione dei social network, e di Facebook in particolare, è successo che molti di coloro che tenevano dei blog del primo tipo, quelli essenzialmente personali, vi abbiano trovato un luogo più adatto per esprimersi.
Sono infatti molti coloro che avevano aperto un blog con lo scopo di raccontarsi e di fare delle conoscenze virtuali, per parlare di se stessi e per scambiare chiacchiere leggere con altri internauti: per queste persone il mondo dei social network rispondeva maggiormente alle proprie esigenze di quanto poteva fare un blog.
Una pagina su Facebook è più immediata, richiede molto meno impegno ed è molto più facile da aggiornare di quanto lo sia un diario personale.

La piattaforma di Splinder in particolare, piattaforma nella quale i blog personali rappresentavano e rappresentano tuttora la stragrande maggioranza, ha subito negli ultimi due anni una vera e propria fuga di massa, e non sono pochi coloro che hanno interpretato tale fenomeno come il segno della definitiva decadenza dei blog a favore di Facebook.
In realtà Facebook non ha fatto altro che venire incontro a delle esigenze che già in precedenza venivano sentite da molti utenti della blogosfera, e che semplicemente hanno trovato nel celebre social network il loro sbocco naturale.


Per quanto riguarda invece i blog del secondo genere, quelli “a tema”, il successo di Facebook non ne ha particolarmente intaccato l’attività, dal momento che le due tipologie comunicative rispondono ad esigenze totalmente differenti.
Al contrario, sotto un certo punto di vista la diffusione dei social network li ha anche aiutati, dal momento che non sono pochi coloro che usano le loro pagine personali per segnalare articoli e link di altri blog, facendone così aumentare la visibilità.

In conclusione, si può affermare che la diffusione di Facebook e degli altri social network non decreterà la fine dei blog, casomai accentuerà nel tempo la distanza tra tutto quello che nella rete è principalmente “personale” e ciò che è “informazione”, dando a questo termine l’accezione più ampia che si possa immaginare.
Senza mai dimenticare, in ogni caso, che sempre nel virtuale ci si muove.

Memorandum per tutti i “bloggers”

 

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